lunedì 2 giugno 2014

Plumcake speziato



Da anni preparo questo dolce, da quando mi “regalò” la ricetta base una cara amica di famiglia che ancora oggi ringrazio per avermi lasciato in eredità la sua conoscenza. In quegli anni universitari di studio e lezioni la mia tecnica di rilassamento preferita era cucinare. Niente mi dava più tranquillità che entrare in cucina e farmi avvolgere dagli odori dei cibi e delle spezie (mettevo in atto l’aromaterapia senza averne coscienza) e niente mi rilassava di più che “creare” qualcosa che potesse dare piacere agli altri.

Alla ricetta base ho aggiunto le spezie e negli anni l’ho rivista ed adeguata alla mia personalissima percezione del gusto dopo averne studiato l’origine e la storia[1].

È di semplice realizzazione e con poche e semplici mosse riusciremo ad accendere il sorriso delle persone alle quali vogliamo bene.

Ingredienti: 250 gr. di farina 00; 100 gr. di amido di grano o mais; 200 gr. di zucchero semolato e 150 gr. di zucchero di canna; 3 uova; 1 pizzico di sale; 1 bicchiere di latte; 300 gr. di burro; 1 bustina di lievito vanigliato; vanillina; spezie a vostra scelta (cannella, cardamomo, chiodi di garofano, coriandolo, curcuma, pepe, peperoncino, ecc.); 200 gr. di uva passa; 1 bicchierino di Malvasia o Rum.

Procedimento: Mettete l’uva passa a reidratarsi nella Malvasia. Sbattete le uova con il sale e lo zucchero finché non saranno spumose.
Aggiungete le spezie, il latte e il burro fuso a bagnomaria. Lavorate il composto fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Miscelate la farina con l'amido ed il lievito e, setacciandoli, uniteli al composto di uova. Continuate a lavorare fin quando non si formano delle bolle.
Asciugate l’uvetta e mettetela nel setaccio con qualche cucchiaio di farina. Scuotetela e unitene metà al composto mescolando con una spatola dal basso verso l’alto.
Ungete e infarinate uno stampo da plum-cake da 33 cm o uno stampo a ciambella da 26/28 cm. e versatevi l’impasto ottenuto. Spargervi sopra la frutta tenuta da parte e spolverizzate, se volete rendere la superficie croccante, con lo zucchero di canna.
Infornate a 180° per circa 50 minuti. Verificatene la cottura con uno spiedo di legno (deve uscire asciutto quando il plum-cake è cotto), spegnere il forno e aprite la porta senza sfornare il dolce. Passati 10 minuti, tirare fuori il plum-cake dal forno, lasciarlo raffreddare e quindi sformarlo su apposito piatto da portata.

Suggerimenti.: Si può mangiare a colazione oppure offrire con il tè o la cioccolata o un bicchierino di vino liquoroso. Ed è proprio con l’emozionante Malvasia delle Lipari della Lantieri di Vulcano che è stato servito il 28 maggio scorso presso l’Enoteca letteraria Vino Divino di Palermo durante l’evento “Dolcezze Naturali", nel quale sono stata coinvolta dall’organizzatore Massimiliano Montes (gustodivino.it) e da quel magnifico anfitrione che è Pasquale Lombardo.

La base di questo dolce è versatile e può essere utilizzata per fare plum-cake e ciambelloni di diverso gusto e sapore, basta cambiare e/o aggiungere, a proprio piacere, frutta, yogurt, cioccolato, frutta candita e così via.

Per rendere il dolce più leggero potete sostituire il burro con un bicchiere di olio di semi non OGM.

Gli elementi solidi che si aggiungono agli impasti vanno previamente passati nella farina per evitare che vadano al fondo.



[1] Già a fine Ottocento il maestro Pellegrino Artusi nel suo celeberrimo “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” lo definiva “un dolce mentitore del nome suo”, visto che, plum si traduce con prugna e le prugne, scriveva, non c’entrano affatto. Non è nota la motivazione per cui questo dessert si chiami così in Italia. Di provenienza anglosassone, il suo nome originale è “Pound Cake” che letteralmente significa “Torta della Libbra”. il nome sintetizza il procedimento con cui veniva fatto che prevedeva una libbra di ciascuno di questi cinque ingredienti: farina, uova, burro, zucchero e frutta candita.
I cugini francesi invece lo chiamavano “Gateau Quatre Quart” perché l’impasto non prevedeva l’utilizzo della frutta. Col passare del tempo poi l'arte pasticcera si è rinnovata e raffinata tanto da elaborare ricette dove le proporzioni tra gli ingredienti sono state rivoluzionate e in taluni casi stravolte per dare caratteristiche diverse al prodotto finito. L’ultimo mistero da svelare è perché in Italia continuiamo, nonostante tutto, a chiamarlo Plum Cake.