sabato 3 maggio 2014

Alici marinate


La cucina è tradizione e, come tale, cultura. Molte ricette delle cucine locali sono intrise di storia e sono tramandate da secoli da generazione in generazione. Alcuni prodotti tipici in molti casi divengono anche simbolo e protagonisti mediatici di un territorio per la loro ritualità, il loro contenuto artistico-manuale e l’estetica che esprimono.
In Sicilia tutto il cibo è simbolo e la cucina tradizionale isolana esprime tutti i caratteri del suo popolo: da quello più “aristocratico”, dei barocchi e opulenti piatti lasciatici dai Monsù; al più “plebeo”, che si ritrova nei piatti del costume agricolo e marinaro.
Oggi, per fortuna, nella società non esistono più barriere sociali dovute a titoli e ad onorificenze e la stessa rivoluzione è stata traslata nella visione della gastronomia. Così molti dei prodotti ritenuti un tempo poco pregiati sono stati riabilitati dal punto di vista dietetico e nutrizionale e riconosciuti come delle prelibatezze, grazie anche alla loro esclusività territoriale.
Tra questi ritroviamo tutto il “pesce azzurro”: sgombri, aguglie, alalunga, sarde, alacce, alici. Questo tipo di pesce è da secoli il frutto della pesca isolana e diverse sono le ricette di cui è protagonista: fritto, arrostito, all’acqua pazza, in agrodolce, marinato, con la cipolla, col sugo.
Le mie preferite sono le alici (o acciughe), se poi sono marinate le trovo irresistibili. Greci e Romani erano maestri nella conservazione del pesce e la ricetta delle “Alici marinate” possibilmente ci giunge proprio da loro. Qua vi propongo quella della mia famiglia.

Ingredienti: 500 gr. di alici; 3-4 spicchi d’aglio; sale; peperoncino o pepe; aceto di vino bianco; succo di 1 limone; olio extravergine d’oliva; origano.
Procedimento: Lavate velocemente i pesci sotto l’acqua corrente. Squamante, se necessario, le alici, eliminate la testa, diliscatele aprendole “a libro” e ponetele man mano in una ciotola con l’aceto bianco.
Fate marinare per circa mezz’ora o fin quando la carne del pesce non sarà bianca; quindi sciacquatele e tamponatele bene con della carta da cucina.
Disponetele a strati in una terrina, condendo ogni strato con sale, peperoncino o pepe, fettine di aglio, origano, aceto, succo di limone e olio d’oliva.
Fate riposare in frigorifero per almeno due ore.

Consiglio: Servitele come stuzzicante antipasto cosparse di prezzemolo fresco tritato, delle fettine sottili di limone fresco e con dei crostini di pane caldo. Se poi le accompagnate con un fresco calice di vino bianco siciliano, come l’Etna bianco, i vostri sensi vi ringrazieranno.

Accorgimenti: per la marinatura non usate contenitori di rame o di alluminio perché gli acidi della marinatura fanno rilasciare sostanze velenose.

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