Meno male che sui giornali e in
televisione i medici dicevano che un bicchiere di vino bevuto a tavola fa bene,
perché se anche avessero detto il contrario, lei non avrebbe potuto rinunciarvi
comunque. Quanti brindisi si fanno nel corso della vita! Ancora oggi Teresa,
che viveva sola nella sua vecchia casa nel centro storico di Palermo,
continuava a sollevare il bicchiere prima di bere il primo sorso. E ogni
giorno, a pranzo e a cena, quello stesso sapore, corposo e profumato del suo
vino rosso preferito, le ricordava momenti piacevoli e occasioni diverse della
sua vita, che sì erano solo nella sua testa, ma animavano i suoi pasti solitari
meglio di una banale fiction.
venerdì 17 aprile 2015
mercoledì 8 aprile 2015
Fondant au chocolat. Orgasmo per il palato
Le festività pasquali lasciano
principalmente due eredità: i chili di troppo, che in vista dell’estate si
provano a smaltire prima di indossare il costume, e montagne di cioccolato di
cui in genere non si sa che farsene e che, dopo i primi giorni di assalto all'uovo
di Pasqua, rimane tristemente avvolto nella tipica carta colorata e luccicante.
Bene la ricetta che voglio
proporvi oggi sicuramente non vi sarà d’aiuto per la prima impresa, ma la sua
bontà vi farà mettere da parte tutti i buoni propositi ed aprire un sorriso si
soddisfazione alla faccia della dieta.
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martedì 24 febbraio 2015
Perché Scorzonera & Cannella? Why Scorzonera & Cannella?
“Scorzo… cosa?” E la domanda è di norma accompagnata da un’espressione
sbigottita come di chi sta tentando di capire un idioma straniero.
Allora ripeto, “Il nome del mio blog è Scorzonera &
Cannella, come il famoso gusto di gelato palermitano gelsomino e cannella.
Quello che inventarono gli Arabi e poi divenne famoso e à la page durante la Belle Epoque quando
Palermo era chiamata Floriopoli, città splendida e meta di tutta l’aristocrazia e l’alta
borghesia europea di quella favolosa era.
A quel tempo, il miglior gelato scorzonera e cannella si poteva gustare alla Gelateria Ilardo del Foro Italico, servito in splendide coppe di cristallo per dare risalto anche ai delicati colori di questo delizioso e fresco dessert.
Ecco perché ho scelto questo nome per il mio blog di cucina,
perché fortemente legato al territorio e perché connesso con il mio forte senso
di identità cultural-popolare.
Vi segnalo anche questi interessanti articoli:
Vi segnalo anche questi interessanti articoli:
Dietro il nome della Scorzonera - La Repubblica, 14 Agosto 2010
La scorsonera. La storia di Palermo raccontata da un antico gusto di gelato - dal blog Saggi & Assaggi di Manuela Zanni
La scorsonera. La storia di Palermo raccontata da un antico gusto di gelato - dal blog Saggi & Assaggi di Manuela Zanni
"Scorzo…what?"
And, a s a rule, the question is accompanied by a bewildered expression as of
whom is trying to understand a foreign idiom.
Then I
repeat, "The name of my blog is Scorzonera & Cannella as the famous
taste of jasmine and cinnamon ice-cream, traditional of Palermo.
It was
invented by the Arabs and then became famous and à la page during the Belle
Epoque when Palermo had called Floriopoli, splendid city and destination of the
whole aristocracy and the high middle class European of that magnificent era.
At the
time, the best ice-cream scorzonera and cannella it could be tasted to the Gelateria Ilardo of the Foro Italico (Palermo’s waterfront), served in splendid
cups of crystal also to give prominence to the delicate colors of this
delicious and coolness dessert.
That is why
I have chosen this name for my kitchen’s blog, because strongly tied up to the
territory and because connected with my deep-seated awareness of
cultural-popular identity.
giovedì 12 febbraio 2015
Il Riso Pilaf
Non si può certo dire che faccia parte della cucina italiana, men che meno della tradizione siciliana, ma il riso preparato all'orientale è, a mio avviso, uno dei piatti più sani e versatili che si annoverano nel panorama della gastronomia internazionale. E siccome il mio campanilismo si arresta davanti alla bontà, da qualsiasi parte essa provenga, e dato che ho già pubblicato la ricetta del goulash con il quale si sposa benissimo, eccovi il Riso Pilaf.
domenica 8 febbraio 2015
A Birthday Banquet in Mezzojuso (a little village close to Palermo)
"Could I come with you on Sunday? I can help
you". She surprised of that unexpected question but that it gave her an
instant of happiness and so she answered in instinctive way and with some
embarrassment "Yes, of course, you can." But she changed her mind immediately
after, not because she did not want him with her or it was not a pleasure for
her have his company, rather just the opposite, but she was afraid of herself.
She knew how she metamorphoses herself while is
working in the kitchen, if something had not gone for the correct way she would
have been able to have aggressive reactions which would be interpreted badly.
They had been frequenting for two days, perhaps three, he didn't know her and she
is not be liked to show him hers "dark side of the moon" he would be to
do a wrong or led astray idea. But she didn't want to give up spending some
time with that man was "fallen" in her life almost accidentally.
venerdì 6 febbraio 2015
E pranzo a Mezzojuso fu!
“Domenica potrei venire con te?
Ti posso aiutare?”. Si stupì di quella domanda inattesa ma che le diede un
attimo di felicità e rispose in modo istintivo e con un po’ di imbarazzo “Si,
certo che puoi”. Ma se ne pentì subito dopo, non perché non lo volesse con lei
o non le facesse piacere avere compagnia, anzi il contrario, ma temeva lei
stessa. Sapeva come si trasforma in cucina mentre lavora, se qualcosa non fosse
andata per il verso giusto avrebbe potuto avere reazioni aggressive che
sarebbero potute essere male interpretate. Si frequentavano da due giorni,
forse tre, lui non la conosceva e non le sarebbe piaciuto mostrargli il suo
“dark side of the moon” si sarebbe potuto fare un’idea sbagliata o fuorviata.
Ma non voleva rinunciare a passare del tempo con quell'uomo che le era
“piombato” nella vita quasi accidentalmente.
venerdì 23 gennaio 2015
Pagnottine di grano duro alla salvia ed erba cipollina
“Ecco. Ora impasta energicamente. Straccia la massa e poi
avvolgila, con i polsi e i palmi delle mani che premono dolcemente. No, non
così, non la devi schiacciare verso il basso altrimenti non ruota su sé stessa.
Devi fare un movimento dolce ma deciso in avanti. Si, così, ora è perfetto”. Le
loro mani si erano sfiorate più volte e lei si era accorta che il contatto non
l’aveva lasciato indifferente. Continuava a parlare senza dare troppa
importanza a queste sensazioni, gli spiegava come doveva impastare, senza mai
guardarlo negli occhi. Distaccata, quasi fredda.
Era andato a casa sua per imparare a fare il pane, ma mentre
gli stava accanto lei intuì che forse era stata solo una scusa. Ma non era
pronta a coinvolgimenti emotivi e non le andava neanche di cominciare una
relazione carnale e così, fatte le pagnottine, lo invitò ad andare via e a
tornare dopo il tempo di lievitazione per infornarle.
E alla fine della giornata, assaporando il pane caldo condito
con l’olio d’oliva nuovo, il sale e il pepe, passarono una piacevole serata a parlare delle questioni più disparate, ridendo ed ironizzando sulle cose della
vita.
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